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	<title>rspp Archivi - EduC.A. Campus - BLOG</title>
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		<title>World Trade Centere: gestione delle Emergenze in Azienda. Lezioni dall&#8217;ICS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione EduC.A.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:35:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antincendio]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute e Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 26 febbraio 1993, durante il primo attentato alle Torri Gemelle, si assiste alla prima applicazione su larga scala dell&#8217;Incident Command System (ICS). Questo metodo, originariamente nato a Phoenix nel 1968 per coordinare i vigili del fuoco durante gli incendi boschivi, è un approccio standardizzato al comando, al controllo e al coordinamento per la risposta alle emergenze. Adottato a New York negli anni &#8217;80, l&#8217;ICS ha dimostrato la sua reale efficacia proprio nell&#8217;attentato del &#8217;93, permettendo di gestire ben 411 feriti e 49 ambulanze in una giornata che contava già 3000 richieste di soccorso. Ma cosa c&#8217;entra questo con la sicurezza nelle nostre aziende? L&#8217;applicazione dell&#8217;ICS in ambito aziendale permette di gestire le emergenze con una maggiore efficacia e una minore dispersione di energie. Da un dossier di 132 pagine redatto dopo l&#8217;attentato di New York, sono emersi dei punti cardine che sono assolutamente replicabili per le emergenze aziendali: Abitudine e addestramento reale: Se ti aspetti che il personale compia azioni specifiche durante un&#8217;emergenza, devi assicurarti che sia abituato a farlo di routine. Una prova di evacuazione fatta solo come &#8220;spunta da mettere&#8221; non è né sufficiente né efficace. Ruoli chiari e definiti: Delineare i compiti è fondamentale, specialmente negli incidenti più gravi. Tutti devono conoscere esattamente il proprio ruolo senza interferire con gli altri, per evitare pericolose sovrapposizioni o gravi omissioni. Accessibilità e flussi di comunicazione: È necessario garantire il miglior accesso all&#8217;incidente da più lati, pianificando ad esempio come i mezzi di soccorso esterni possano raggiungere la zona. Inoltre, i rapporti sui progressi inviati al comando centrale sono vitali per non sprecare energie inviando squadre su problemi già sotto controllo o risolti. Piani B per le comunicazioni: Bisogna pre-pianificare procedure alternative per le situazioni in cui i sistemi di comunicazione standard (come i telefoni cellulari) smettono di funzionare a causa dell&#8217;incidente, valutando ad esempio l&#8217;uso di comunicazioni radio. L&#8217;importanza del mutuo soccorso: Non bisogna mai sottovalutare il bisogno di aiuto reciproco. In ambito aziendale, questo significa coordinarsi con le aziende vicine che potrebbero dover sgomberare l&#8217;area o mettere in sicurezza i loro impianti. Sono indicazioni che ci ricordano una cosa semplice: le emergenze non si gestiscono con le procedure, ma con l’allenamento.   Le persone agiscono correttamente in emergenza se sono abituate a farlo come routine, con ruoli chiari, comunicazioni alternative pronte se i sistemi non funzionano e informazioni aggiornate per evitare sprechi di energie. Se i primi minuti dopo l’allarme determinano spesso la differenza tra un evento gestito e un disastro: Quanto è importante che le squadre siano davvero allenate? Quanto conta che sperimentino sul proprio campo, invece che formate in via teorica quando scatta l’emergenza?   Mirko Rottoli</p>
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									<p style="font-weight: 400;">Il 26 febbraio 1993, durante il primo attentato alle Torri Gemelle, si assiste alla prima applicazione su larga scala dell&#8217;Incident Command System (ICS). Questo metodo, originariamente nato a Phoenix nel 1968 per coordinare i vigili del fuoco durante gli incendi boschivi, è un approccio standardizzato al comando, al controllo e al coordinamento per la risposta alle emergenze. Adottato a New York negli anni &#8217;80, l&#8217;ICS ha dimostrato la sua reale efficacia proprio nell&#8217;attentato del &#8217;93, permettendo di gestire ben 411 feriti e 49 ambulanze in una giornata che contava già 3000 richieste di soccorso.</p><p style="font-weight: 400;"><strong>Ma cosa c&#8217;entra questo con la sicurezza nelle nostre aziende?</strong> L&#8217;applicazione dell&#8217;ICS in ambito aziendale permette di gestire le emergenze con una maggiore efficacia e una minore dispersione di energie. Da un dossier di 132 pagine redatto dopo l&#8217;attentato di New York, sono emersi dei punti cardine che sono assolutamente replicabili per le emergenze aziendali:</p><ul style="font-weight: 400;"><li><strong>Abitudine e addestramento reale:</strong> Se ti aspetti che il personale compia azioni specifiche durante un&#8217;emergenza, devi assicurarti che sia abituato a farlo di routine. Una prova di evacuazione fatta solo come &#8220;spunta da mettere&#8221; non è né sufficiente né efficace.</li><li><strong>Ruoli chiari e definiti:</strong> Delineare i compiti è fondamentale, specialmente negli incidenti più gravi. Tutti devono conoscere esattamente il proprio ruolo senza interferire con gli altri, per evitare pericolose sovrapposizioni o gravi omissioni.</li><li><strong>Accessibilità e flussi di comunicazione:</strong> È necessario garantire il miglior accesso all&#8217;incidente da più lati, pianificando ad esempio come i mezzi di soccorso esterni possano raggiungere la zona. Inoltre, i rapporti sui progressi inviati al comando centrale sono vitali per non sprecare energie inviando squadre su problemi già sotto controllo o risolti.</li><li><strong>Piani B per le comunicazioni:</strong> Bisogna pre-pianificare procedure alternative per le situazioni in cui i sistemi di comunicazione standard (come i telefoni cellulari) smettono di funzionare a causa dell&#8217;incidente, valutando ad esempio l&#8217;uso di comunicazioni radio.</li><li><strong>L&#8217;importanza del mutuo soccorso:</strong> Non bisogna mai sottovalutare il bisogno di aiuto reciproco. In ambito aziendale, questo significa coordinarsi con le aziende vicine che potrebbero dover sgomberare l&#8217;area o mettere in sicurezza i loro impianti.</li></ul><ul><li><strong>Sono indicazioni che ci ricordano una cosa semplice:</strong> le emergenze non si gestiscono con le procedure, ma con l’allenamento.</li></ul><p style="font-weight: 400;"> </p><p style="font-weight: 400;">Le persone agiscono correttamente in emergenza se sono abituate a farlo come routine, con ruoli chiari, comunicazioni alternative pronte se i sistemi non funzionano e informazioni aggiornate per evitare sprechi di energie.</p><p style="font-weight: 400;">Se i primi minuti dopo l’allarme determinano spesso la differenza tra un evento gestito e un disastro:</p><p style="font-weight: 400;">Quanto è importante che le squadre siano davvero allenate? Quanto conta che sperimentino sul proprio campo, invece che formate in via teorica quando scatta l’emergenza?</p><p style="font-weight: 400;"> </p><p data-path-to-node="20">Mirko Rottoli</p>								</div>
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