A Vermicino, vicino Roma, un bambino di sei anni è caduto in un pozzo artesiano largo appena ventotto centimetri, il diametro di un piatto fondo. Si chiama Alfredo Rampi. Tutti, presto, lo chiameranno Alfredino.
Il 10 giugno, verso le sette di sera, Alfredino stava tornando a casa da solo attraverso i campi, dopo una passeggiata con il padre. Una piccola libertà concessa, come capita a ogni bambino che a un certo punto vuole sentirsi grande. In quel campo, però, c’era un pozzo abbandonato, coperto solo da una lamiera spostata. Nessun segnale lo indicava.
Alfredino scompare nel pomeriggio. Alla mezzanotte un brigadiere sente un suono flebile arrivare dal fondo: è lui, a trentasei metri di profondità.
Da quel momento comincia una corsa contro il tempo che l’Italia non aveva mai vissuto in questo modo.
La prima diretta televisiva della storia italiana
Il Tg inizia a raccontare i tentativi di soccorso. Una tavoletta di legno calata per farla afferrare al bambino si spezza e resta incastrata a ventiquattro metri, ostruendo il passaggio. Gli speleologi si calano a testa in giù, ma il pozzo è troppo stretto.
Alle tredici del 12 giugno, il telegiornale si collega con Vermicino. E non si scollega più. Per la prima volta nella storia della televisione italiana, la cronaca diventa diretta ininterrotta: diciotto ore consecutive, seguite da ventuno milioni di persone. Non c’erano i social, non c’era internet. Eppure un’intera nazione visse quelle ore insieme, senza essersi data appuntamento.
Il coraggio di chi non sapeva stare a guardare
Nei tre giorni successivi si susseguono i tentativi di soccorso, ognuno più disperato del precedente. Isidoro Mirabella, arrivato dalla Sicilia, non riesce a entrare: il pozzo è troppo stretto anche per lui.
Il 12 giugno arriva il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Si inginocchia sul bordo del pozzo e parla al microfono con una voce che non ha nulla di ufficiale: è la voce di un nonno che cerca di farsi sentire da un nipote nel buio.
Un’agonia collettiva
Nella mattinata del 13 giugno, la madre di Alfredino, Franca, continua a chiamarlo, ma dal pozzo non arriva più risposta. Verso le nove viene calato uno stetoscopio: nessun battito.
Alle sedici del pomeriggio, una piccola telecamera cala fino a cinquantacinque metri di profondità e mostra la sua sagoma immobile. Viene dichiarata la morte presunta di Alfredino. Il corpo verrà recuperato solo un mese dopo, l’11 luglio, grazie a minatori specializzati arrivati dalle miniere di Gavorrano, in Toscana.
Ciò che quella notte cambiò per sempre
Vermicino non fu solo una tragedia seguita in diretta.
Cambiò la televisione, che scoprì di poter raccontare i fatti minuto per minuto, in tempo reale, aprendo una porta mai più richiusa.
Cambiò il soccorso. Quella notte a Vermicino erano intervenuti vigili del fuoco, speleologi, volontari, medici, ingegneri, ma senza un coordinamento condiviso, senza una catena di comando chiara. Fu proprio Pertini, raccogliendo l’appello della madre di Alfredino, a farsi promotore del cambiamento: da quell’esperienza e dalle richieste della famiglia nacquero le basi della moderna Protezione Civile italiana, con protocolli, formazione e coordinamento al posto dell’improvvisazione, per quanto generosa.
Cambiarono le regole sui pozzi artesiani abbandonati, con censimenti, coperture obbligatorie e recinzioni che prima semplicemente non esistevano.
Nacque un’eredità che dura ancora oggi. I genitori di Alfredino, Franca e Ferdinando, fondarono un’associazione a suo nome, inizialmente chiamata Centro Alfredo Rampi per la Protezione Civile. Da quel dolore trasformato in impegno concreto, il Centro Rampi è oggi ancora attivo su tutto il territorio nazionale: ha formato decine di migliaia di bambini e ragazzi, insegnando loro a riconoscere e prevenire i pericoli, e porta avanti nelle scuole e negli spazi di aggregazione giovanile un lavoro di educazione ambientale, prevenzione e supporto psicologico alle vittime di traumi ed emergenze.
Questo articolo è tratto dall’episodio “Storie di Attimi”, il podcast originale di EduC.A.
Ascolta l’episodio qui







